Cassa integrazione, a febbraio nuovo boom di richieste in provincia di Lecce: +80% rispetto a gennaio

LECCE – Torna a salire la cassa integrazione nel mese di febbraio. Le ore di cassa integrazione autorizzate alle aziende salentine nel mese scorso, sono state 102.054, con un aumento dell’80,8 per cento rispetto a gennaio (56.450 ore). Il segnale più preoccupante è rappresentato dal fatto che l’aumento è legato, nella quasi totalità, alle ore di cig ordinaria (50.342) e straordinaria (51.689). È quanto emerge dal 2° rapporto mensile elaborato dalla Uil – Servizio Politiche del Lavoro, su dati Inps.

“Questi sono numeri, non opinioni, che testimoniano la sofferenza di un territorio ancora in cerca di ripresa”, commenta il segretario generale della Uil di Lecce, Salvatore Giannetto. “Peraltro – fa notare – l’aumento di cig registrato nella nostra provincia è in controtendenza rispetto a quanto accade a livello regionale: in Puglia, infatti, a febbraio le richieste di cassa integrazione sono diminuite del 69,8%. I settori più in difficoltà e con più ore di richieste sono quelli dell’edilizia, del commercio e dell’industria”.

L’aspetto più allarmante, secondo la Uil provinciale, è la crescita delle richieste di cassa integrazione ordinaria. “Sono segnali di sofferenza, questi, – sottolinea il segretario Giannetto – che indicano l’ingresso di nuove aziende nel vortice della crisi”. Anche la cigs è fonte di preoccupazione, in quanto finalizzata a fronteggiare crisi aziendali più strutturali. “Molte imprese salentine sono nel pieno di complicati processi di ristrutturazione o addirittura di dismissioni di intere aree“, ricorda il segretario Uil.

Nel frattempo, ad aumentare, mese dopo mese, sono anche i percettori di indennità di disoccupazione. “I beneficiari della Naspi – evidenzia Giannetto – continuano a crescere ed allo stesso tempo si accumulano ritardi nella implementazione delle misure di politiche attive per l’occupazione”.

Le politiche di crescita sono, naturalmente, il primo passo necessario per un’inversione di tendenza ma, conclude Giannetto, “l’investimento ed il rafforzamento delle politiche attive deve costituire un tassello altrettanto importante per costruire un mercato del lavoro inclusivo, insieme ad una ragionevole revisione delle regole di accesso alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria, a partire dalla durata e dal costo eccessivo per le imprese”.

 

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